Fischiare nel buio non porta luce

bn5tw4kb3bvTre mesi sono passati dal nostro arrivo al Manjushri Kadampa Meditation Centre e altri due ce ne  attendono prima della nostra partenza prevista il 1° d’aprile, direzione nord verso le Highlands scozzesi-la terra dei Gaeli.

In un ambiente di spirituale ispirazione come quello in cui ci troviamo, dove le dinamiche relazionali sono diventate il centro di questa nostra esperienza inglese, non poteva mancare un pensiero in merito all’amore, inteso come inclinazione profonda e disinteressata  per tutto ciò che ci circonda.

Ad aiutarmi ci sarà Erich Fromm, psicoanalista e intellettuale del secolo scorso, il quale parlava dell’amore non come un’emozione rivolta verso qualcuno, ma come atteggiamento generale, come l’unica e soddisfacente risposta al problema dell’esistenza umana.

“Nella civiltà occidentale contemporanea, l’unione col gruppo è la maniera più freguente per superare l’isolamento. È l’unione in cui l’individuo si annulla in una vasta comunità, e il suo scopo è quello di far parte del gregge. Se io sono uguale agli altri, sia nelle idee che nei costumi, non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo: salvo dal terrore della solitudine.” (L’arte d’amare)

Nella vita di tutti giorni è facile dar per scontate le nostre relazioni, la routine tende ad illuderci che il quotidiano si ripresenterà tale e quale anche l’indomani e il giorno dopo e quello dopo ancora, sebbene confidiamo nel grande cambiamento. “Dobbiamo prefiggerci come scopo, non di raggiungere la sicurezza, ma di riuscire a sopportare la mancanza di sicurezza” Erich Fromm. Scopo necessario per liberarci da due grandi ingannatrici: Illusione e Aspettativa.

Qui al Manjushri la transitorietà del momento ci è più evidente, perché sappiamo che un giorno ognuno di noi riprenderà la propria strada, e in virtù di questa silenziosa consapevolezza si intrecciano storie e si creano legami. In questa sovraesposizione esistenziale si cerca di abbattere il muro della solitudine nella speranza di cogliere la nostra stessa esistenza nello sguardo dell’altro e sapere di esistere.

“Dare è la più alta espressione di potenza.
Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere.
Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia.
Mi sento traboccante di vita e di felicità.
Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo.”

Per quanto banale un saluto, una pacca sulla spalla o chiedere semplicemente come stai, possono fare la differenza. Dare senza condizioni, senza aspettative, dare come atto disinteressato. Forse è questo un modo per riconnettersi alla vita, perché fischiare nel buio non porta luce.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Da Vicopisano in Francia a piedi

1° Giorno: Pisa – Ci chiudiamo la porta alle spalle, sapendo cosa stiamo lasciando ma non quello che ci aspetta, se non i primi venti km che separano Vicopisano da Pisa, dove saremo accolti per la notte da Maurizio e Rosa. Dopo i primi trecento metri cominciamo a fare una lista di tutte le cose che non ci serveno e che lasceremo a Pisa per alleggerire il nostro zaino, che si manterrà sulla media dei 12 kg, troppi per i 4000 km che ci attendono.

2° Giorno: Lucca – Caviglie gonfie e primi dolori muscolari, dolori che ci accompagneranno fino a Lisbona ma con i quali abbiamo imparato a convivere. Entriamo a Lucca, tappa della via Francigena che percorreremo a ritroso verso il nord Italia. Dormiamo nella casa del pellegrino gestito dalla Misercordia e inauguriamo le nostre credenziali che ci accompagneranno fino a Santiago de Compostela e oltre.

dsc02303

3° Giorno: Valpromaro – La casa del pellegrino San Martino di Valpromaro e i suoi abitanti sono uno dei ricordi più cari che abbiamo di questo lungo cammino. Un piccolissimo villaggio situato in una vallata dove la notte arriva prima che da altre parti. Si era sparsa la voce del nostro arrivo e con affetto e premura siamo stati condotti in questo bellissimo casale, motivo di orgoglio per i paesani pronti ad accogliere i pellegrini di passaggio.

4° Giorno: Pietrasanta – Quarto giorno di cammino e l’arrivo a Pietrasanta è per noi un successo. Dormiamo nel monastero delle suore “Casa la Rocca”.

5° Giorno: Massa – Primo pioggia test, tanta acqua ma l’attrezzatura si mostra all’altezza. Fabio, Giulia e la loro canina Bussola ci accolgono a casa loro.


dsc02384

6° Giorno: Sarzana – Parrocchia San Francesco. Materasso polveroso in terra nella stanza dell’oratorio non spazzata da qualche secolo; la stanchezza ci aiuta ad ignorare la sporcizia!

7° Giorno: Aulla – Abbazia di San Caprasio. Primo di una lunga serie di amichevoli incontri, conosciamo la pellegrina Giuditta.

8° Giorno: Pontremoli – Ostello dei pellegrini del convento dei Cappuccini. Immenso e bpygtaufzd4vuoto, con lunghi corridoi, inquietante parallelismo con l’Overlook Hotel di Shining.

9° Giorno: Berceto – Casa del pellegrino presso l’oratorio del paese. Passo della Cisa in deciso abito invernale. Neve dappertutto.

Amalia: “perché non abbiamo portato i guanti?”

Marco: “Siamo a marzo tra poco arriva la primavera”

Amalia: “ah…!”

10° Giorno: Fornovo di Taro – Una corsa contro il tempo prima che la casa del pellegrino della parrocchia S.ta Maria chiuda. Cominciamo a stilare la lista dei luoghi veramente “zozzi” e questo ci entra a pieno titolo.

11° Giorno: Cella di Noceto (Costamezzana) – Comunità Francescana di Betania. Dalle stalle alle stelle: il resort del pellegrino. Comunità calorosa e amichevole, ristoro dopo esserci ripetutamente persi in una fangosa campagna e guadato un fiume.

12° Giorno: Collecchio (Fidenza) – Fidenza non ci apre le porte della casa del pellegrino nonostante il pronto interessamento di due cortesi cittadini (la “stagione” dei pellegrinaggi non è ufficialmente iniziata). Ci raccoglie in corner l’amica Enrica, sua mamma e la sua splendida grande famiglia.

13° Giorno: Montale (Piacenza) – Ostello del pellegrino di San Pietro, trovato per caso.

14° Giorno: Oriolitta – Casa del pellegrino del comune. Ciclovia del Po di una lunghezza interminabile, merenda a base di lardo e vino rosso presso una cascina locale offertaci da gentili sconosciuti. Infine accoglienza da parte del sindaco in persona che ci attendeva sul ciglio della strada pronto a portarci nella casa del pellegrino del paese.

15° Giorno: Santa Cristina e Bissone – presso l’omonima parrocchia. Basta.

16° Giorno: Garbagnate – Porto sicuro in famiglia da zia Rosetta e zio Ignazio

bpwa3a8aoecDal 17° al 19° Giorno: Milano – Daniele, un buon amico a cui ho lasciato la mia felpa per alleggerire lo zaino.

Dal 20° al 28° Giorno: Cologno Monzese – Invadiamo la quotidianità di Simona e Stefano che ci ospitno per le feste di Pasqua. Purtroppo non abbiamo una loro foto, all’epoca eravamo meno virtual e più real. Visita alla Sergio Bonelli Editore.

Dal 29° al 31° Giorno: Civate – Bellissimo giro nei dintorni del Lago di Como. Tre giorni dsc02756ospiti di Giuditta la pellegrina di Aulla e Giuseppe.

32° Giorno: Garlasco – Cascina Toledina, Associazione Exodus. Bell’esempio di interazione tra attività sulla via Francigena e recupero sociale.

33° Giorno: Mortara – Abbazia di Sant’Albino. Cena e concerto di musica lirica dal vivo.

34° Giorno: Robbio. Casa del pellegrino del comune.

35° Giorno: Vercelli -Ospitale Sancti Eusebi. Inaugurato poche settimane prima del nostro arrivo, nuovissimo, siamo tra i primi ospiti. Per entrare a Vercelli sbagliamo strada e rischiamo di essere impallinati passando nei pressi di un poligono di tiro.

36° Giorno: Torrazza Piemonte – Parrocchia San Giacomo. Un errore di calcolo ci porta a percorrere 42 km (invece dei 32 previsti), e sebbene arriviamo tardi, affamati e stremati, ci rifiuteremo di lavarci, perché non si può montare la doccia sopra un bagno turco.

37° Giorno: Gàssino Torinese – Contatto avuto dagli amici di Vercelli. Piero e Graziella, una coppia di pellegrini che ci ha aperto le porte di casa.

Dal 38° al 40° Giorno: Torino – Ospiti dall amica Patrizia. Esiste una foto, ma è tutta sfuocata.dsc03134

41° Giorno: Sant’ Ambrogio Torinese – Parrocchia San Giovanni e Vincenzo. In chiesa sono presenti circa trecento persone, aspettiamo la fine della messa per parlare con il parrocco e chiedergli una sistemazione per la notte. Sapendo del nostro arrivo ci invita sull’altare e presentandoci all’intero paese chiederà ai presenti se c’è qualcuno disposto ad ospitarci per cena. E come damigelle in attesa del cavaliere che ci chieda di ballare, attendiamo che qualcuno si faccia avanti, e per fortuna facciamo la conoscenza della famiglia di Maura ed Enzo e ci appassioniamo alle vicende della Val di Susa.

 

42° Giorno: Susa – Villa San Pietro. Un altro resort del pellegrino.

43° Giorno: Oulx (Ulzio) – Casa del pellegrino dai Salesiani. Siamo consapevoli che sarà la nostra ultima notte in Italia e che l’indomani varcheremo il confine con la Francia.

 

 

 

Pubblicato in Senza categoria | 2 commenti

Da Lisbona a Ulverston in autostop

bo0anccg_q_

1° Giorno: Lisbona – Proviamo ad uscire dalla città, ma dopo due ore di cammino rimandiamo all’indomani perché ci siamo persi. Chiediamo ospitalità ai Bombeiros (pompieri), accettano, ma uno di loro, Luis Sim Sim ci chiede se vogliamo dormire a casa sua, e caso vuole che sia la zona che dovevamo raggiungere. Accettiamo e facciamo la conoscenza della compagna Marta e dei loro amici passando una piacevole serata.

img_20161206_224619

2° Giorno: Estremoz – Cominciamo ad alzare il pollice e dopo una serie di passaggi arriviamo ad Estremoz, un piccolo paesino in mezzo al nulla. Usciti dal paese montiamo la tenda all’interno di una cava.

3° Giorno: Guardajra – Siamo un po’ preoccupati, il posto in cui ci troviamo non è molto trafficato, montiamo la tenda in un campo ai margini della cittadina e speriamo per l’indomani di trovare un passaggio.

bo0zmg-ague

4° Giorno: Caceres – Città storica e meta di passaggio per i pellegrini diretti a Santiago attraverso il cammino della Plata. Non avendo trovato di meglio, allestiamo la tenda nella zona di confine tra steppa spagnola e l’inizio della città, esattamente lungo i binari del treno.

5°/6° Giorno: Casar de Caceres – Pernottiamo due notti nell’albergue del pellegrino, in questo sperduto paese dove ci sono 40 gradi all’ombra e più bar che abitanti.

dsc07130

7°/8° Giorno: Salamanca – Città meravigliosa e per questo decidiamo di rimanervi due notti, la prima in tenda in un parco, e la seconda in un albergue, anche in questo caso abbiamo giocato la carta del pellegrino riutilizzando le credenziali.

9° Giorno: Bergara – Dopo un’intera mattinata e parte del pomeriggio con il pollice alzato e una paresi al volto per il continuo sorridere, requisito fondamentale, facciamo la conoscenza di Diego Vilar. Sarà la tratta più lunga fatta fino ad ora. La sera ci ospiterà a casa sua e dopo averci offerto una pizza e un ottima bottiglia di vino, andrà a dormire nella cameretta del figlio offrendoci il suo letto.

10° Giorno: San Sebastian – Il cammino del nord è un’altro percorso che arriva a Santiago, giochiamo la carta del pellegrino e ci imbuchiamo nell’albergue della città.

11° Giorno: Irun – Confine con la Francia, dormiamo in un albergue.

dsc07279

12° Giorno:Biarotte (Francia) – Giunti a Bayonne, nei giorni a venire cominceremo a dimenticare le nostre cose in ogni dove, cominciando dal mio bastone. Fermati a Biarotte, l’indomani mattina siamo ritornati indietro, ma non c’era più, senza saperlo ci eravamo ritrovati a fare l’autostop in una zona altamente freguentata da altri autostoppisti e uno di loro deve averlo preso. Buon viaggio amico mio.

13°/14° Giorno: Auch – Ci eravamo già passati durante il viaggio di andata. La prima notte abbiamo dormito nel parco pubblico e la seconda nell’albergue parrocchiale.

15°/16° Giorno: Duras – “Colonia” inglese nel sud della Francia. Bazzicchiamo in questa bellissima zona per due giorni, visitando due dei tre centri buddhisti (Plum Village) fondati dal monaco vietnamita Thich Naht Hanh.

dsc0753517°/18° Giorno: Thenac – Plum Village, i monaci ci permettono di allestire la tenda fuori dal monastero, rimaniamo con loro altri due giorni.

Dal 19° al 21°: Giorno: Bordeaux – Ospiti da Lena, ragazza conosciuta durante il cammino per Santiago. Prolunghiamo il soggiorno di un altro giorno perché ci siamo dimenticati la paleria della tenda al monastero. Lena ci presta la macchina , torniamo indietro e la troviamo.bo0xib1gw8c

22° Giorno: La Rochelle – Nel pomeriggio smarriamo il coltellino svizzero, i bastoncini da trekking, il cappello di Amalia e dimentico il passaporto in una stazione di servizio non distante da Bordeaux. Recuperiamo il numero di telefono dell’autogrill, chiamiamo e ci rispondono di averlo trovato. Chiamiamo Lena che gentilmente lo andrà a recuperare e ce lo riporterà a Parigi. La meledizione termina qui. Dormiamo in tenda sul lungo mare.

23° Giorno: Chatellerault – Dormiamo vicino ad un fosso, e questo è tutto.

Dal 24° al 29° Giorno: Parigi – Arriviamo a Parigi grazie a: la Gendarmerie che ci offre un passaggio, ci salutano dicendoci “non vi arrestiamo perché siamo vostri amici”, divertente anche quando hanno acceso la sirena in autostrada tanto per fare due risate. Un ragazzo tedesco, che prenderà la multa dall’autovelox, mi sono sentito un po’ in colpa. Un ragazzo francese che allungherà di circa sessanta km la strada perché si era dimenticato di farci scendere alla stazione di servizio, mi sono sentito un po’ in colpa. Infine una coppia diretta in Belgio che per aiutarci ad avvicinarci il più possibile al centro della città, rimarrà bloccata nel traffico parigino; mi sono sentito un po’ in colpa. Passiamo una settimana nella capitale ospiti da amici e incontriamo Zerocalcare.

30° Giorno: Serris – Zona Euro Disney, un luogo allucinante, è come se l’America si fosse trapiantata in Francia, portando il peggio del consumismo più sfrenato che si possa immaginare.dsc08043

31° Giorno: Senlis – anonima cittadina.

32° Giorno: Mons (Belgio) – Dormiamo nascosti da una siepe vicino ad un centro commerciale.

Dal 33° al 42° Giorno: Zulte – Una bellissima permanza in un posto incantevole, grazie a Lore per l’ospitalità.

43° Giorno: Londra (Inghilterra) – Arriviamo di prima mattina con un autobus preso a Gent, l’autostop non era fattibile.dsc08286

44° Giorno: Ealing – Tenda in un parco pubblico. In Inghilterra avremo delle difficoltà a trovare posto per la tenda.

45° Giorno: Uxbridge – Tenda ai margini di un marciapiede.

46° Giorno: Oxford – Tenda all’interno di una rotonda stradale.

47° Giorno: Strarford – Città natale di Shakespeare. Tenda lungo il fiume. Passerà un battello ristorante e tutti i clienti ci guarderanno divertiti dall’oblò dell’imbarcazione

48° Giorno: Warwick – Dopo il garage di un convento in Francia, questo è il posto più strano in cui abbiamo montato la tenda.

bn-g30lhrqf

Warwick 

49° Giorno: Long Ford – Tenda in un parco pubblico.

50° Giorno: Nuneaton – in una grande aiula all’entrata del paese. La mattina una ragazza ci porterà una busta con dentro qualcosa da mangiare, pensava fossimo dei senza tetto.

51° Giorno: Sheffield – Dormiamo all’interno del Norfolk Park, un parco enorme da noi abusivamente occupato.

52° Giorno: Leeds – Fino a qui tutto bene.

Dal 53° al 55° Giorno: Knaresborough – Davide e Valentina e tutti i loro amici animali ci ospiteranno a casa loro.

56° Giorno: Harrogate – Per la prima volta veniamo invitati ad uscire dal Mc Donalds, ma questa è un’altra storia.

Dal 57° al 59° Giorno: Ripon – Al seguito di un contrattempo ci dobbiamo fermare per riorganizzare il nostro viaggio. I dipendenti del McDonalds di Ripon, dove scrocchiamo internet, si dimostrano molto più amichevoli, uno di loro ci offre il suo numero di telefono qualora avessimo bisogno d’aiuto.

62° Giorno: Kinsey – Sappiamo dove andare e ci godiamo il National Park dello Yorkshire.

63° Giorno: Hawes – L’inverno sta arrivando.

64° Giorno: Kendal – Difficile descrivere il posto in cui abbiamo allestito la tenda, ma era molto strano…

65°/66° Giorno: Windermere – Trekking nel Discrict Lake National Park. La tenda in un parco per bambini.bo0xikfa3xt

66° Giorno:Ulverston – Dopo un’intera giornata a camminare arriviamo ad Ulverston. Dormiamo nel parco del paese.

67° Giorno: Arrivo al centro Manjushri.

 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Una canzone al chiar di luna

bokp3lobolo

Camminare nel cuore della notte, in un bosco spogliato della sua pelle dal freddo invernale e illuminati dalla luna ascoltare un’antica canzone russa. In quel momento ogni cosa era al suo posto, proprio dove doveva stare.

Taryn sarebbe partita per il South Africa e per l’occasione è stata organizzata una serata di commiato nel paese di Ulverston a circa cinque chilometri dal nostro centro.

Preso un taxi – causa pioggia – arriviamo al pub The Piel Castle Inn, un anonimo locale la cui unica peculiarità è un grande camino a legna e che il giovedì un’attempata coppia organizza con un improponibile repertorio di karaoke.

Tra noi è presente anche il monaco Kelsang Rigzin, che inverosimilmente si scola due birre (analcolioche) come se non ci fosse un domani. Tra bevute, foto e le nostre inguardabili, inascoltabili e grottesche esibizioni, la serata prosegue a ritmo allegro ma non troppo.

Rimaniamo solo una manciata, il resto del gruppo fa ritorno al centro, e così ci trasferiamo al The Sun Inn, pub odioso tra l’hipster e il pottino. Tra una tequila e l’altra, io e l’amico Giorgos Varvatsoulis, un ragazzo greco che ancora non ho capito che cosa si faccia in un centro buddhista, riceviamo una proposta per un mènage à trois da un’allegra e alticcia ragazza, che però vedrà infrangersi il suo sogno erotico.

Nel frattempo la pioggia è cessata, lasciando spazio ad una luna piena in movimento verso il termine del suo ciclo quotidiano – almeno su questo versante geografico.

L’ora è tarda e decidiamo di ritornare a piedi tagliando per il bosco, ed qui che Sasha, una ragazza del Tajikistan, trapiantata in Russia e infine trasferitasi in Spagna, si lancia in un antico canto russo. Spettacolare.

All’arrivo ci facciamo silenziosi e sommessamente ritorniamo nei nostri alloggi. Stefan, un ragazzo tedesco di diciotto anni, mi confida con voce rotta dall’emozione, che non vorrebbe andarsene e perdere tutti quanti noi. Vorrebbe cristallizzare questo momento senza una data di scadenza. Ma questa è soltanto una parentesi della vita di ognuno di noi, ma è grazie a questa sua natura transitoria che ricorderemo con profondo affetto, tutte le persone e le esperienze avute con loro, l’inverno 2016.

Tra le cose che ricorderò ci sarà sicuramente Taryn, la protagonista della serata, un ragazza con un cuore enorme e a cui auguro che possa far pace con i fantasmi del passato.

E ricorderò un canto russo al chiar di luna.

boqfxwjh1kz

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Lettera ad un amico

img_20161207_135004

Amico mio, scrivo questa lettera confidando che la vita con le sue misteriose dinamiche e intrecci, possa fartela giungere e riportarti ai tempi in cui eravamo inseparabili e forti di questa unione.

Ricordi quando ci siamo conosciuti? Ci trovavamo in Galizia lungo il cammino per Santiago di Compostela a due giorni dal grande arrivo. Inizialmente ero un po’ diffidente, come sono solito essere con le nuove conoscenze, ma mi sarei ricreduto molto presto e con te sarei voluto arrivare alla fine di questo viaggio e oltre.

Arrivammo a Santiago che ancora era notte, perché volevamo essere i primi a ritirare la compostela, e fieri dell’impresa compiuta, siamo entrati nella cattedrale ad assistere alla cerimonia con il Botafumeiro, il più grande incesiere al mondo fatto oscillare al suo interno.

Il nostro cammino proseguì verso Muxia, dove il santuario di Nosa Senora da Barca si affaccia sul grande oceano e le sue indomite acque. A Finisterre abbiamo toccato il km 0 e conosciuto quella strana tribù di simpatici hippy con i quali abbiamo passato due piacevoli giornate, e alla sera salutare il sole laddove la Terra finisce. Fu in quel momento che ci venne la matta idea di proseguire il nostro cammino verso Lisbona lungo tutta la costa. Un’altro mese di cammino, di incontri, spiagge sconfinate e tramonti sull’oceano. Ricordi quanto eravamo imbarazzati la prima volta che abbiamo chiesto un letto ai pompieri? Bombeiros in portoghese e da noi ribattezzati i bombaroli.

Arrivati a Lisbona decidemmo di cambiare direzione e risalire verso la Scozia, per fermarci qualche mese e imparare l’inglese. Stanchi di camminare abbiamo alzato il pollice in attesa di passaggi per questa nuova avventura. Fu in una di queste attese che ci separammo, una piccola distrazione e in un attimo le nostre strade si divisero. Non penso ci sia bisogno di scriverlo, ma ho fatto di tutto per poterti ritrovare, camminando nel cuore della notte per tornare la dove ci eravamo separati, ma tu non c’eri e da allora non ti ho più visto.

Continuo a sperare che un giorno ci ritroveremo di nuovo, ma se così non sarà, ti ricorderò come l’amico che c’era sempre ogni volta che avevo bisogno di un sostegno.

 

 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

VADEMECUM

dsc072631

Recentemente ci è stato chiesto qualche consiglio per iniziare a programmare un viaggio più o meno lungo, simile a quello che abbiamo intrapreso noi.

Così prendendo spunto dalla nostra esperienza personale di questi 8 mesi e mezzo, integrata da letture e informazioni raccolte durante tutto l’anno precedente alla nostra partenza, ecco un piccolo compendio che non ha assolutamente la pretesa di essere esaustivo, ma vuole tentare di fare il punto su alcune questioni fondamentali per preparare un viaggio a lungo termine.

Presa dunque la decisione di “mollare tutto e partire”, cominciamo a vedere quali sono i punti cruciali da prendere in considerazione.

Direi di affrontare subito la questione “denaro” che solitamente è quella che desta più preoccupazione. La gestione dei soldi la possiamo dividere in due grossi contenitori:

RISPARMI – quanti risparmi mi servono?

PROGRAMMAZIONE DELLE SPESE – quanto andrò a spendere in viaggio?

Naturalmente sono collegati.

1 – I RISPARMI

Sapere quanti risparmi serviranno è importante, ma anche no. Mi spiego: una variabile, indipendente dalle nostre azioni, è data sicuramente in quale parte di mondo vogliamo viaggiare, ci sono zone dove il costo della vita è sensibilmente più basso (per esempio il sud-est asiatico) e zone dove è più alto (per esempio in Europa). Un’altra variabile, che invece dipende dalle nostre azioni, è il “modo” in cui vogliamo viaggiare, le scelte che facciamo su quanto spendere per trasporti, alloggio, cibo e acquisti in generale, possono fare la differenza; quindi è tutto relativo.

Così il consiglio è: prima di partire prendersi del tempo per risparmiare, adottando qualche strategia, e in base, non soltanto al risultato raggiunto, ma anche alle scelte che volete intraprendere, calibrare il viaggio.

Noi una volta deciso di partire ci siamo dati un anno di tempo per mettere da parte i risparmi necessari, così tutto l’anno precedente la partenza abbiamo risparmiato il più possibile adottando qualche strategia:

A- arrestare o ridurre il più possibile le spese

– La fetta più grossa che si può risparmiare, se non si ha una casa di proprietà, è sicuramente l’affitto, quindi se avete la possibilità e la disponibilità dei parenti, tornare a vivere in famiglia l’anno precedente la partenza è una buona strategia per azzerare le spese di affitto (e magari anche delle bollette!). Se questo non è possibile, si può valutare se è il caso di traslocare in un immobile meno costoso.

– Un’altra azione, che ha anche un duplice effetto, è quella di limitare al massimo tutte le spese in generale:

mangiare fuori casa, cinema, teatro, palestra, gite e vacanze, lo shopping, ecc…

e quando vi trovate di fronte alla tentazione di acquistare un oggetto (o un servizio) nuovo, chiedetevi: “è davvero indispensabile per me in questo momento? Ne ho realmente necessità?” e se la risposta sincera è un NO, lasciatelo dov’è.

Quest’atteggiamento, oltre a farvi risparmiare, favorirà altresì un allenamento al cambiamento delle abitudini, facendovi entrare nello spirito, già prima di partire, di adattamento alla semplicità ed essenzialità, qualità molto utili in viaggio.

B- Sbarazzarsi dell’eccesso

– Un’altra strategia per aumentare i risparmi è quella di vendere il superfluo. Raccogliete insieme tutte quelle cose che avete in casa ma che vi rendete conto di non usare praticamente mai, e sbarazzatevene, vendetele ai mercatini dell’usato o sul web (e-bay e simili), alleggerendo i vostri armadi e nel contempo aumentando i vostri risparmi.

Personalmente l’anno prima di partire è stato un anno duro, pieno di rinunce, che però ha allenato il nostro spirito di adattamento, ma soprattutto ci ha dato la misura di quanto fosse grande il desiderio di portare a termine il progetto di partire.

2 – PROGRAMMAZIONE DELLE SPESE

La cosa fondamantale è avere ben chiaro che tipo di viaggio si vuole affrontare, perché per quanto riguarda la gestione delle spese in viaggio, per esempio di vitto e alloggio, tutto dipende da cosa si vuole o a cosa si è disposti ad adattarsi. Così alla domanda quanto spendere al giorno? La risposta dipende da alcune scelte che possiamo fare.

A – TRASPORTI – come spostarsi?

– andare a piedi, in bici, in autostop azzera le spese di trasporto

– utilizzare i mezzi pubblici e/o privati sono spese da mettere in conto

dsc058571

B – ALLOGGIO – dove dormire?

– tenda (campeggio libero), couchsurfing, warmshower, amici e parenti sparpagliati in giro sono tutte opzioni a costo zero

– ostelli e campeggi sono già una spesa, anche se di fascia bassa

– B&B, affittacamere, hotel e alberghi sono una spesa con un costo incisivo

dsc071301

C – CIBO – dove mangiare?

– fare la spesa nei supermercati o nei mercati permette di contenere i costi (soprattutto se si è in Paesi dove il costo della vita è alto)

– mangiare fuori, anche non necessariamente al ristorante, ma già pizza e fast food, a lungo termine, sono più dispendiosi

dsc059141

D – ACQUISTI – e le altre spese durante il viaggio?

Qui l’unica considerazione che si può fare è quella di seguire il buon senso, sicuramente vanno fatte quelle spese di necessità indiscutibile (per esempio se finite il sapone), tutte le altre dipenderanno in parte dal famoso allenamento delle abitudini, dal vostro spirito di adattamento e dal grado di semplicità ed essenzialità che avete deciso di dare al vostro viaggio. È abbastanza ovvia la considerazione che meno spendete più dureranno i risparmi, personalmente mi piace molto l’espressione anglosassone “less is more”, e non l’ho mai trovata così vera come da quando sono in viaggio!

Quindi, una volta scelto il target (anche mescolando le opzioni) potete avere un’idea a grandi linee di quanto possano durare i vostri risparmi. La vera conferma arriverà comunque dopo il primo o i primi due mesi dalla partenza quando potrete testare sul campo le vostre previsioni di spesa e scoprire quanto fossero verosimili o necessarie di una revisione.

Noi fino a meno di un mese fa, prima di iniziare la nostra prima esperienza di workaway, ci siamo mossi spostandoci a piedi o in autostop, con pochissime eccezioni, abbiamo dormito in tenda (campeggio libero) quasi la metà dei nostri giorni di viaggio, solo un decimo circa sono stati alloggi paganti e il resto meravigliose esperienze di ospitalità; pane e formaggio e cous cous sono stati il fondamento dei nostri pasti per molti di questi giorni. Alla fine la nostra spesa giornaliera è stata tale da validare la citazione di un altro simpatico viaggiatore (cicloviaggiatore) navigato, Dino Lanzaretti, “ammetto che l’estremizzazione di questo modo di viaggiare rasenta la vita di un senzatetto, ma sta a te rinunciare a più o meno cose in base alla tua volontà e stile di vita”. Quindi tutto è possibile basta volerlo!

E a chi possa obiettare che troppe rinunce possono rovinare il viaggio, l’unica risposta che mi sento di dare e che dipende da cosa consideriamo priorità; in questo modo noi abbiamo avuto la possibilità di girare 5 nazioni in 8 mesi, godendo lentamente del tempo e delle stagioni, di vivere esperienze di incontro e condivisione, di ospitalità da parte di amici e di sconosciuti che sono diventati nuovi amici, di scoprire luoghi meravigliosi e tutto ciò, insieme a quello che abbiamo imparato e scoperto su e di noi stessi, hanno ripagato assolutamente delle rinunce fatte.

dsc039051

dsc067701

3 – ALTRI NETWORKS

Esiste poi un altro modo di muoversi e viaggiare in quasi tutto il mondo e cioè utilizzando canali come Workaway, Helpx, Woofing, Worktraveller e simili.

– il Workaway e Helpx sono network che collegano gente di tutto il mondo che ha bisogno di aiuto per i più svariati lavori, e viaggiatori disposti dar loro una mano (di solito non più di 25 ore settimanali) in cambio di alloggio e a volte di vitto.

– il Woofing è molto simile nel funzionamento ai primi due ma si tratta di fattorie o piccole aziende che operano nel campo dell’agricoltura biologica, biodinamica, permacoltura e/o nell’allevamento di animali, ecc… con vitto e allogio assicurati in cambio del vostro aiuto (praticamente si va a stare in campagna).

– il Worktraveller oltre allo scambio di prestazioni prevede anche un piccolo pagamento per il lavoro svolto.

Noi al momento, da circa tre settimane, stiamo vivendo la nostra prima esperienza di workaway, siamo in un centro di meditazione buddista in Inghilterra, vicino al paese di Ulverston, proprio come “working volunteers”, in cambio di aiuto nella strutura (pulizia camere, stirare, cambio lenzuola, aiuto in cucina o nel bar/cafè o nello studio artistico) ci danno vitto (buono), alloggio (confortevole) e la possibilità di stare in un contesto piacevole dove stiamo esercitando il nostro inglese e stiamo interagendo con le più svariate tipologie di persone.

4 – RACCOGLIERE LE INFORMAZIONI

Non c’è niente di meglio per nutrire la nostra voglia di partire che iniziare a raccogliere le informazioni necessarie, decidere da dove cominciare, le successive destinazioni, luoghi e percorsi, tappe e tempi, non serve programmarli nel dettaglio, anzi per esperienza considero buona cosa avere delle direttive generali ma poi seguire il fluire degli eventi perché a volte quelli che potremmo considerare imprevisti si rivelano poi sentieri verso nuove avventure.

Comunque raccogliere guide e mappe e prendere informazioni pratiche su dove vogliamo andare sono alla base di un viaggio per il quale partiamo non programmati ma preparati.

A seconda delle destinazioni, poi, può fare la differenza avere informazioni su:

– documenti, permessi e visti necessari

– vaccinazioni e profilassi

– assicurazione sanitaria

– validità della carta di credito

– zone di guerre o conflitti in corso

– zone urbane ad alto rischio di sicurezza

– calamità naturali (o stagionali)

– presenza di piante velenose o animali pericolosi

– quant’altro vi possa venire in mente possa essere utile.

5 – RACCOGLIERE L’ATTREZZATURA

Insieme alla raccolta delle informazioni porta sicuramente entusiasmo anche dedicarsi a raccogliere l’attrezzatura. Sia che prevediate un viaggio a piedi, in bici o con i mezzi, un consiglio che ho trovato molto pratico, e collaudato dall’esperienza, è quello di dividere tutto ciò che pensate di portare con voi in queste tre categorie: indispensabile, necessario, utile.

Indispensabile – tutte quelle cose delle quali non si può fare a meno per la schietta sopravvivenza e la riuscita del viaggio; rientrano in questa categoria:

-un buono zaino con coprizaino

-delle buone scarpe

-un buon sacco a pelo

-un set di abiti (pantalone che si può accorciare e diventare pantaloncino, una maglia a maniche lunghe, una a maniche corte, una felpa)

-biancheria (mutanda e calzino)

-una torcia (meglio se frontale)

-poncho o k-way (realmente impermeabili)

Necessario – tutte quelle cose che non sono indispensabili ma averle facilitano sicuramente la vita; rientrano in questa categoria:

-un cambio di abiti (per alcune cose può essere utile avere più di un cambio, esempio per le maglie, per altre il cambio non serve neanche, per esempio una sola felpa è più che sufficiente, ma questo vale per me, poi ogniuno si regola in base alle prorie abitudini)

-due o tre cambi di biancheria

-sapone (meglio se di marsiglia delicato così da poter lavare se stessi e i panni)

-spazzolino e dentifricio

-un asciugamano

-sandali di plastica pratici e leggeri

-un cappello

-buste impermeabili per riporre abiti e oggetti nello zaino

-un orologio

-un coltellino svizzero

-gli strumenti tecnologici (telefonino, tablet/pc, e-reader, fotocamera)

-penne e quaderno se amate scrivere o disegnare.

Utile – tutte quelle cose di cui si può fare benissimo a meno e che servono solo ad allargare la nostra zona di confort; ciò che rientra in questa categoria è del tutto opinabile e cambia da persona a persona, per esperienza personale sono quel tipo di cose che valuti molto attentamente, prima di portarle con te, se ti muovi a piedi o in bici, e le prendi in considerazione con più leggerezza solo se ti sposti con i mezzi.

Poi ci sono alcune cose che possono rientrare in una categoria piuttosto che in un’altra a seconda se partite d’inverno o d’estate, se andate al mare o in montagna, se scegliete di usarle fraquentemente o meno; è il caso di: tenda, berretto, sciarpa, guanti, giaccone, costume da bagno, occhiali da sole, crema solare.

Di sicuro comunque, una volta in viaggio, dopo un po’ di tempo, vi accorgerete di come in maniera naturale comincerete ad escludere tutta una serie di oggetti che a casa ritenevate indispensabili e che in viaggio finiscono per essere considerati superflui, cioè addirittura fuori categoria nella nostra scala di valutazione.

dsc022702

Nota – questa è l’attrezzatura che avevamo pensato di portare con noi quando siamo partiti, attualmente alcune di queste cose non sono più con noi, sono state considerate non indispensabili e non necessarie perciò rispedite a casa.

6 – IMPARARE DA CHI HA FATTO PRIMA DI NOI

Un altra cosa che ho trovato non soltanto utile, per le informazioni reperibili, ma anche piacevole per nutrire l’entusiasmo, è stata quella di andare a ricercare la voce di chi ha intrapreso questo tipo di esperienza prima di noi. Da questo punto di vista i libri e il web sono stati una risorsa inestimabile; sia per la belezza delle esperienze trovate, sia per la gran quantità di consigli preziosi raccolti.

Inoltre l’affinità che scopri leggendo le esperienze degli altri, l’incoraggiamento e i piccoli momenti di illuminazione che ti possono regalare, aprono la strada alla scelta di condividere la propria esperienza con gli altri, perché magari da qualche parte c’è qualcuno che, leggendo quello che stai vivendo, decide che è arrivato il momento di ascoltare i propri sogni.

7 – E PER FINIRE…

Aprire la porta di casa e fare il primo passo! E nel caso non dovessimo rivederci, buon pomeriggio, buona sera e buona notte.

dsc022751

Alcune letture e pellicole ispiratrici

Un indovino mi disse (Tiziano Terzani)

Giorni giapponesi (Angela Terzani Staude)

100 modi per cambiare vita ed essere felici (Alfredo Meschi e ilaria Farulli)

Camminatori (Giancarlo Cotta Ramusino)

Vagabonding (Rolf Potts)

Wild (Cheryl Strayed)

La mia Africa (Karen Blixen)

Nelle terre estreme (Jon Krakauer)

I vagabondi del Dharma (Jack Kerouac)

Autostop con Buddha (Will Ferguson)

Walkaboutitalia (Darinka Montico)

Selvaggia (Sarah Marquis)

Film

Wild (Jean Marc Vallè)

Tracks. Attraverso il deserto (John Curran)

I diari della motocicletta (Walter Salles)

Una storia vera (David Lynch)

Into the wild (Sean Penn)

La mia Africa (Sidney Pollack)

Sette anni in Tibet (Jean Jacques Annaud)

Il Web 

Amalia e Marco: Impronte Umane – https://www.facebook.com/VagabondiDelDharma/; https://impronteumane.wordpress.com

Nina e Giuse: Leaving the old way – https://www.facebook.com/leavingtheoldway/?ref=ts&fref=ts

Sarah Marquis: https://www.facebook.com/Sarah-Marquis-Adventurer-explorer-speaker-102562336482501/?ref=ts&fref=ts; http://sarahmarquis.ch/explorer/

Darinka Montico: The Neverending Road – https://www.facebook.com/darinkamontico/?ref=ts&fref=ts; http://theneverendingroad.com;

Valentina Miozzo: Viaggiare Libera – http://www.viaggiarelibera.com; https://www.facebook.com/turismosostenibile/

Francesca Di pietro: http://www.viaggiaredasoli.net

Brì: Trotamundos – http://www.trotamundos.it

Anna Maspero: http://annamaspero.com

Rolf Potts: https://www.facebook.com/rolf.potts?ref=ts&fref=ts&__nodl

Dino Lanzaretti: http://dinolanzaretti.it; https://www.facebook.com/dinolanzaretti.partireinbicicletta/?ref=ts&fref=ts

Mattia Miraglio: https://www.facebook.com/mattia.miraglio?ref=ts&fref=ts&__nodl

Carlo Taglia: https://www.facebook.com/Vagamondo.Pirata?ref=ts&fref=ts&__nodl; http://karl-girovagando.blogspot.co.uk

Dave Toad: http://straysteps.altervista.org; https://www.facebook.com/profile.php?id=100009116064385&ref=ts&fref=ts&__nodl

Alex Goldstein: https://www.facebook.com/alexgoldsteinofficial/; http://www.alexgoldstein.it

Gabriele Saluci: https://www.facebook.com/salucigabriele/?ref=ts&fref=ts; http://www.gabrielesaluci.com

Claudio Trip Therapy: https://www.facebook.com/triptherapy/; http://www.triptherapy.net

Gianluca Maffeis: https://www.facebook.com/OperazioneGiroDelMondo/; http://operazione-giro-del-mondo.blogspot.co.uk

Eddy Cattaneo: http://mondoviaterra.blogspot.co.uk;

Francesco Grandis: Wandering Will – http://www.wanderingwil.com; https://www.facebook.com/WanderingWil/

Tanti consigli pratici

http://www.avventurosamente.it/xf/home/

Siti web su cammini e viaggi a piedi

http://www.viefrancigene.org/it/

http://www.camminafrancigena.it/it/

http://www.pellegrinando.it

http://www.itineraria.eu/it/

https://www.movimentolento.it/it/

http://www.viedeicanti.it

http://www.cammini.eu

http://www.repubblicanomade.org

HOME – A PIEDI PER IL MONDO

Networks per viaggiare lavorando

https://www.workaway.info

http://wwoof.net

http://wwoofinternational.org

https://www.helpx.net

Homepage

Varie

http://www.nomadidigitali.it

http://www.viaggiaresenzasoldi.com

http://www.ornitorinko.com

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato | Lascia un commento

Una storia da raccontare

dsc07781

Sembrano passati anni da quel 1 di marzo 2016, quando ci siamo chiusi la porta di casa alle spalle e abbiamo cominciato a camminare lungo una strada non ancora del tutto chiara.

Come prima tappa abbiamo scelto di arrivare (a piedi) a Santiago de Compostela, non per motivi religiosi, ma per darci l’imbeccata iniziale per partire.

Siamo partiti da Vicopisano, piccolo borgo medievale in provincia di Pisa, per imboccare la via Francigena nella vicina Lucca, salire su verso il confine con la Francia e poi dritti verso Saint Jean Pied de Port dove ha inizio il cammino francese per Santiago. Durante il cammino avremmo pensato a dove dirigere i nostri passi.

Avevamo solo un abbozzo di itinerario e oltre 3000 km da percorrere, cosa sarebbe successo da quel momento in poi, dal dormire, al mangiare e alla strada da prendere sarebbero state sfide che avremmo affrontato giorno per giorno.

Sono passati 7 mesi da quell’inizio, ci troviamo in Belgio alla vigilia di una nuova partenza verso Glasgow, dove sosteremo qualche mese per migliorare il nostro inglese prima del grande salto verso Oriente.

Questo articolo nasce da un amichevole rimprovero che ci è stato fatto, vale a dire che non scriviamo abbastanza del nostro viaggio e delle esperienze che stiamo vivendo. Il motivo principale è che ci sentiamo come due scalatori in erba con davanti una parete, intenti a visualizzare il percorso migliore da seguire, stando attenti a dove mettere le mani e poggiare i piedi. Quando arriveremo in vetta faremo decantare questa immensa e intensa esperienza che trasversalmente ha toccato vari aspetti della nostra vita e quel giorno, allora, racconteremo questo viaggio.

Fino a quel momento faremo del nostro meglio per condividere con voi il nostro quotidiano.

Pubblicato in Senza categoria | 1 commento